Nel 1963 entro in produzione la Vespa 50, che raggiunse un successo enorme: fu l’ultimo progetto firmato da Corradino d’Ascanio; la prima serie montava lo sportellino piccolo (la piccola griglia rimovibile sul lato del motore).
In seguito il telaio venne modificato e lo sportello ingrandito al fine di agevolare la manutenzione (Vespa 50 N).
Il fanale era rotondo e senza cornice; il contachilometri veniva fornito come accessorio e montato nel centro del manubrio, in una sede tonda protetta da un tappo.
Completamente nuovo, efficiente e affidabile, il motore della Vespa 50 aveva il cilindro in posizione quasi verticale – a differenza dei motori precedenti – con un ingombro minimo; il cambio era a tre velocità.
Per l’omologazione come ciclomotore e la vendita in Francia, Piaggio trasformò la Vespa 50: la normativa francese, infatti, richiedeva un sistema di propulsione a pedali.
Telaio | V5A1T |
Motore | monocilindrico, due tempi |
Cilindrata | 49,77 cm³ |
Alesaggio | 38,4 mm |
Corsa | 43 mm |
Potenza | 1,45 CV a 4500 giri/min |
Rapporto di compressione | 1:7,2 |
Frizione | multidisco in bagno d’olio |
Cambio | a tre rapporti con comando al manubrio |
Scocca | autoportante in lamiera d’acciaio |
Sospensione anteriore | |
Sospensione posteriore | elastica con molla elicoidale e ammortizzatore idraulico |
Pneumatici | 2.75-9″ |
Freni | a espansione: anteriore manuale, posteriore a pedale |
Peso | 66 Kg |
Velocità massima | 40 Km/h |
Capacità serbatoio | 5,2 litri |